Recensioni Ethnos
Rassegna Stampa di 'O Bannu
IL MANIFESTO: (Scaramuccia/Egea) GUSTOSO. Graziano Accinni, mente degli Ethnos, non ha impostato il gruppo su sterili parametri “filologici”: le tarantelle, le polke, i canti devozionali della sua Lucania diventano terreno di sfida per preservarne la forza melodica e ritmica, ma con la più ampia discrezione negli arrangiamenti: che pescano dove serve. Il tutto alla fine, affascina, convince, e a volte commuove (Guido Festinese)
LA REPUBBLICA: Si parla spesso di radici musicali O Bannu degli Ethnos si muove nella direzione giusta, aggiungendo un pizzico di modernità ad antichi canti e ritmi della Basilicata . Graziano Accinni è alle prese con una sorta di teatro canzone per riproporre tarantelle e ballate popolari tra virtuosismi e ritmi accelerati un disco per chi ha voglia di musica popolare senza annoiarsi. (Nino Marchesano)
AVVENIRE O Bannu del titolo è il banditore, emblema della vita quotidiana della gente comune che è il centro della loro ricerca. Hanno conquistato il pubblico in Francia, Germania e oriente, gli Ethnos recuperano il patrimonio di ballate nenie e canti della Basilicata e lo mescolano con sperimentazioni e sonorità anche di altri mondi, dal fado al country. (Andrea Pedrinelli).
AXEMAGAZINE: Ethnos un intelligente progetto guidato dal chitarrista Graziano Accinni, rilegge la tradizione musicale lucana veicolandola con la forza di un trascinante virtuosismo strumentale e con l’apporto di elementi non ortodossi, ma incorporati con proprietà. Ne risulta un CD suonatissimo e appassionato, che incontra il nostro gusto malatoide – chitarristico specie nelle tracce strumentali, connotate da una notevole velocità d’esecuzione e, come accennavamo dall’aggiunta di ingredienti eterogenei. E’ il caso di Musa mediteranea o di Polca a matrimonio, con un inizio quasi rock blues e un vorticoso assolto di banjo di Accinni.(Maurizio Parri)
MUCCHIO SELVAGGIO: Ethnos, distante da toni trionfalistici e chiassosi:si ascolti il canto devozionale “Rusariu”, eseguito per chitarra classica, voce solista e cori profondi. È invece la grazia a guidare episodi come “Polca a matrimonio”, che fa virare inaspettatamente l’accompagnamento delle nozze di paese verso una sorta di country-western (che idea simpatica!), come se tutte le musiche popolari del mondo fossero sorelle. Il benessere trasuda nella sensuale gioiosità di “Vola e mena”, nell’accelerata “Tarantella all’aviglianese” o nell’inseguimento a tre chitarre di “Lucanae”. Buono l’esordio. (Gianluca Veltri)
LEFT - AVVENIMENTI: Arpa popolare e chitarre elettriche, Graziano Accinni con gli Ethnos e il cd O Bannu (Scaramuccia Music) invita alla riscoperta delle sonorità della Valle dell’Agri, fra antiche nenie, canti sacri e contaminazioni con tradizioni marocchine e portoghesi (Mario Bonanno)
IL GIORNALE DELLA MUSICA: un lavoro accattivante e trascinante, suonato con notevole verve. Ethnos inserisce ritmi rock e pop, infila un banjo che schizza country e chitarre dai profumi andalusi.(Ciro De Rosa)
MONDOMIX: un bel miscuglio di tradizione e innovazione scorre nelle vene di questo disco pensato e realizzato da Graziano Accini. Nenie, canti alla Madonna, tarantelle e ballate popolari che hanno a lungo popolato la regione lucana vengono speziate con trovate – mescolamenti a estetiche altre, persino impensabili, tipo il country – e riproposte con buon gusto. (Antonio Blasi)
RARO: Da chi ha difeso strenuamente dalle critiche dei benpensanti l’operazione di rivisitazione della canzone napoletana non può che venire un plauso per una scommessa ancora più ardua e affascinante: quella di rilanciare, rivisitandola, la tradizione musicale lucana. Molti innesti coraggiosi rendono nuovamente internazionale un genera nato per essere tale. (Claudio Cavallaio)
BRIGATA LOLLI: un distillato di piccole perle, fatte con passione, conoscenza e amore (Bielle).
L'ISOLA CHE NON C'ERA: bell’album dal titolo originale, O bannu. Graziano Accinni, valente musicista lucano, ha deciso di proporre suoni, parole, ritmi, atmosfere attraverso una lettura nuova ed originale. E’ questo un lavoro intenso, profondo, filologico ma anche aperto ad avventure musicali senza azzardi e con il desiderio di fare conoscere la tradizione musicale lucana attraverso sonorità ed arrangiamenti moderni ed intriganti…Rimandi che rendono l’ascolto di questo bel lavoro un momento alla ricerca delle nostre radici più profonde (Rosario Pantaleo).
LA DEA BICEFALA: …”O Bannu” (il banditore) sarebbe uno dei migliori album di folk geneticamente modificato degli ultimi tempi. Basterebbe ascoltare l’iniziale “Polcabasilisca” e apprezzare il pregevole lavoro di ricomposizione della polka – qui accelerata, lasciata esplodere in una vertigine di suoni. Nei 16 pezzi che compongono questa rara topografia sonora suggestioni di nuova composizione che attingono sapientemente a tradizioni greche, marocchine, spagnole e portoghesi. Un corpus compatto, retto da una sottesa logica convincente (l'idea di un unicum musicale del meridione d'Europa, cioè, che si alimenta attraverso il Mediterraneo). (Luca Ferrari)
L'ECO DI BASILICATA: Graziano Accinni e il suo gruppo, rispolverando una tradizione musicale antichissima un tempo apprezzata ovunque, culminata nella quasi leggenda dei suonatori di arpa popolare dei piccoli paesi della Val d'Agri, ha ridato sound a brani antichi e pregni di storia, portando con gli Ethnos la musica popolare lucana anche in Cina a Shanghai dove non era mai arrivata (Caterina Cassino)
TGCOM Magazine: Riscoperta dei suoni della Basilicata, una sperimentazione di grande impatto live, tra due sponde, quella della comprensione delle radici antiche e quella della trasformazione (Red).
VIVAVERDI: Una sperimentazione di grande impatto con nuove letture interpretative in cui scorre la vita della civiltà contadina lucana. (Letizia Pozzo)
KRONIC: Il progetto guidato dal chitarrista Graziano Accini rispolvera alcuni momenti decisamente suggestivi fra cui spiccano ballate come la malinconica Crevu, le orecchiabili Sona si vuoi sunà e Fiore ri lu fiorio le ipnotiche Rusariu Sciucam… Diversi travolgenti momenti da ballo ed altrettante suggestive ballate; Tanto calore mediterraneo…sapori antichi attualizzati con cura per un progetto interessante che merita rispetto. (Roberto Bonfanti)
ITINERARI E LUOGHI: la Basilicata è al centro della ricerca degli Ethnos, il tutto innestando sulla matrice popolare elementi di altra provenienza, come il fado, la musica Andalusa, greca e marocchina, il counry, con un misurato uso dell’elettronica. (Marco La Viola)
FOLK BULLETTIN: Da una regione che nella musica “folk” non sembra poter vantare la popolarità anche commerciale della Campania o delle Puglie, arriva un’ottima produzione di un gruppo, gli Ethnos, che si conferma come una realtà musicale interessantissima. Repertorio riproposto con grande eleganza…una tarantella a “tripla velocità”, sonorità country, lontani echi di Portogallo e Andalusia. Le 16 tracce sono tutte di grande impatto: virtuosistiche quelle strumentali, segnalata da una netta prevalenza dei plettri come “Polcabasilisca, Polca a matrimonio e Musa mediterranea”, più compatti ed emozionali i brani cantati equamente divisi fra quelli devozionali e quelli descrittivi-narrativi. (Paolo Zara)








