Recensioni Ennio Rega
Rassegna Stampa
Arrivederci Italia
Rockerilla:"Ennio Rega ci ha abituati a lavori di grande intensità poetica… Rega graffia e commuove con il suo stile personalissimo…aggirandosi con incauta irriverenza tra grappoli di parole taglienti e irrimediabilmente romantiche, illuminate da un’intelligenza fine e da un’arte esperta. Amaro, ironico, necessario."(A. Hellmann)
Trashic: "Arrivederci Italia, un capolavoro di versi e suggestioni visive che se messe a fuoco risultano tanto vere. La rabbia che si evince in "Sbriciolo ai corvi"…il racconto geniale de “La curva del gatto”, lo strano personaggio "Giovannino" , l’ omaggio a Luigi Tenco…Davvero tutto da scoprire questo album" (S.D)
L’Isola che non c’era:"tutte le carte in regola” per rientrare di diritto fra quelli che contano…i testi tutti sempre innervati da un’originalità, un’urgenza, che non possono lasciare tiepidi…un abito musicale pieno, solido, mai generico o edulcorato. Il prosieguo non fa che confermare tali good vibrations iniziali, allargando il concetto, entro una proposta – una poetica – così fortemente identitaria, all’interpretazione…" (A. Bazzurro)
Liberazione:"Ennio Rega, cantautore irriverente, attento musicista e compositore raffinato, ci regala qualità fatta di note, suoni e parole…come non sognare insieme a lui mentre la stanca e tormentata Italia scende in piazza?"(T. Barillà)
Mescalina:"un album sorprendente per lucidità e spessore…è difficile paragonarlo ad altri colleghi cantautori per la sua poetica così personale e trasversale. Le canzoni sono dinamiche, una frenesia rapsodica che non ha paragoni"(F. Bove)
Blogfoolk:"Ennio Rega, sin dal suo esordio si è segnalato come uno dei più raffinati cantautori in circolazione pubblicando dischi di grande spessore artistico. Il disco regala numerosi brani di grande pregio. “Arrivederci Italia, è un disco di grande attualità, una fotografia della nostra nazione nel 2011, un ritratto senza sconti ma di grande forza poetica" (S. Esposito)
Bravo online:"…ci ha così donato, ancora una volta, la sua personalissima visione, confermando che il suo modo di fare musica resta difficilmente catalogabile, mai omologabile, prezioso"(F. Antonelli)
Left: “Mescolando Jazz, musica classica e popolare Ennio Rega realizza un album di alta tensione poetica, ma che è anche un duro J’accuse all’Italia delle speranze di democrazia del tutto tradite”(F. Sisti)
Raro:"Nuovo album per Ennio Rega, il suo quarto e sicuramente il più maturo e diretto. Quindici storie raccontate da Rega ognuna delle quali una fotografia del nostro tempo" (F. Fratarcangeli)
Bielle:"…una tavolozza di note, suoni, accordi, che rintracciano in Rega un musicista eclettico e di gran classe…Rega è bravo anzi di più"(M. Boananno)
La Buona Luna:"Arrivederci Italia" e ricco di testi caustici, magmatici, a volte quasi visionari, dalle iniziali Sbriciolo ai corvi e Il più labile dei dati, a un po’ tutto il resto. Tipo Italia Irrilevante" (A. Bazzurro)
NewsCinema:"Un album sull’incapacità di comunicazione nell’Italia di oggi, dove l’ironia e l’impegno civile sono il filo rosso che unisce il tutto. Ennio Rega regala un altra prova del suo talento di cantautore" (E. Bianchi)
Università.it:"da sempre attento ai temi sociali e impegnato in un ennesimo grido d’allarme per le sorti del Paese nell’ultimo album "Arrivederci Italia"(R. Lupoli)
Radio Beckwith:"…ambientazioni fumose e pesanti, piene di immagini che si susseguono, anchedolorosamente, perché Rega racconta le storie di tutti, anche le storie di chi è stato dimenticato. Musica da non perdere"(R.B.E.)
Lo Scatto Tattile
IL MUCCHIO: Un album maiuscolo, lo diciamo senza giri di parole. Quando tanta sensibilità non è al servizio di un minimalismo ripiegato su se stesso, ma è in grado di generare complessità affascinanti come “Lo scatto tattile”, allora è benedetta. Sopra una scrittura che scava la roccia e s’insinua senza pacificazioni, schivando ogni stereotipo, Rega costruisce storie da scoprire – vivaddio – ...il cantautore salernitano si mette a nudo come in un’autocoscienza (Gianluca Veltri)
IL MANIFESTO: Autore difficile dal forte temperamento dal legame incontrovertibile con la letteratura alta…a tal segno che due brani la poesia e nulla altro non sono che due poesie di Pessoa e l’omogeneità fra questi e gli altri testi è tale da accorgersene solo dopo aver letto le notizie che accompagnano la cover…si ha la sensazione tattile, appunto, che sia nato un autore come pochi che lo porterà in futuro a risultati d’eccellenza…(Aldo F. Colonna)
BEAT Magazine: Rega è un artista che sfugge agli schemi e scardina i principi naturali delle linee e delle curve, mentre tutto si traduce in molteplici forme musicali “Lo scatto tattile” ti prende, ti avvolge, ti consuma. E’ come un buon film che si deve vedere più volte ed ogni volta c’è un particolare in più che ti era sfuggito. (Elena Ferraro)
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Concerie
ALIAS: 16 canzoni che raccontano questo Paese e questi tempi sbandati che ci accerchiano. Concerie è furioso ed aguzzo rigoroso e poetico. Fende sciabolate al sistema (Luigi Iavarone)
ALL MUSIC: “Concerie” è un rilevante faro nella buia e stanca discografia “impegnata” italiana... applaudiamo le mani al musicista salernitano (Ivano Zeno)
IL MATTINO: Concerie tra ironie e melodie retrò: Canzoni tenere ed aggressive, reverie jazzistiche, storie partenopee di magnifici perdenti che forse sono imprevedibili vincenti, l’amara ironia di Terrone e Avanti popolo. (F. Vacalebre)
REPUBBLICA: Canzone d’autore ironica ed aggressiva che incrocia il jazz e lascia spazio a libere letture della vita di ogni giorno..come Jannacci, Ciampi e il primo De Andrè Rega descrive l’umanità di oggi, storie diverse con il filo conduttore unico di veder scorrere in ogni brano il racconto della vita di ognuno di noi (Felice Liperi)
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